Tophost e Aruba: hosting a basso prezzo

Tophost & Aruba

Dopo un annetto di sperimentazioni il sito torna in linea sul vecchio provider TopHost (50E in meno non sono una cifra enorme ma con la crisi bisogna risparmiare…). Aruba ha dimostrato una ottima affidabilità, non ricordo di avere visto una email di warning dal sito Monitor.us che controlla ogni 30 minuti gratuitamente tutti i siti web che uno vuole. Il marasma di login, utility e software forniti basta fare finta che non esistono, anche se uno potrebbe chiedersi perché perdono tempo sulla posta se Gmail fa tutto gratis, infatti ora hanno un’ottima PEC a basso costo. Idem con le statistiche se esiste Google Analytics (escludendo ovviamente i backup).

I due provider hanno probabilmente le soluzioni di hosting, cioè di spazio web su un server condiviso, più economiche in Italia. Si parte dai bassissimi 12E (con IVA) del pacchetto più completo di Tophost ai 60E (con IVA) del pacchetto Linux completo in offerta di Aruba. Anche se su Internet tutto DEVE essere gratis (chi ci lavora non mangia per definizione…) in entrambi i casi le cifre, annuali e comprendenti la registrazione di un dominio IT, sono veramente basse.

Tophost

Tornando ai due provider su cui è stato parcheggiato il sito, Tophost offre un pannello di controllo unico integrato veramente ben fatto, con la possibilità di gestire le caselle email, il database SQL e lo spazio web da una singola interfaccia via browser. Il file manager in particolare va lodato per la gestione dei file ZIP, cosa che rende il caricamento di pacchetti come WordPress veloce e semplicissimo: basta fare un upload con unzip e tutti i file vengono decompressi sul server nelle cartelle originali di partenza. Al contrario fare un backup del sito è un’operazione da due clic: basta selezionare tutti i file e scaricarli su pc in formato ZIP. Il file manager serve anche per visualizzare e modificare i file. Ultima nota, nella registrazione del dominio Tophost fornisce al Nic solo il nome, Aruba anche la data di nascita del mio gatto, tutte informazioni che come il telefono evidentemente non sono obbligatorie. In pratica Aruba ha i siti che funzionano mentre Tophost ha tutto il resto che funziona. Un backup automatico giornaliero e settimanale come quella di Aruba è una mancanza che si sente… Il dominio che non gestisce il www si corregge modificando la tabella del DNS ma non ho mai capito perchè l’operazione non viene fatta automaticamente.

Aruba
Al confronto di Tophost Aruba soffre di base della moltiplicazione delle utility per ogni singola funzione, all’attivazione di un dominio continuano ad arrivare email per ore. Un applicativo diverso per mail, antispam, antivirus, file manager, sql, etc. Tutti con funzioni di help che rimandano al sito di Aruba sezione supporto, cioè senza help localizzato. Funzionano tutti con un singolo account ma sono decisamente troppi, anche se il recente Webmail sembra avere aggiunto un minimo di integrazione almeno alle funzioni di posta come la creazione di alias da spedire su un account Gmail. Opzione che ho comunque disattivato, è meglio usare Gmail per prelevare la posta che fare dei forward. Una nota per tutti gli utilizzatori di Gmail, non usatelo per mandare messaggi di test che verranno rispediti al mittente, Gmail non so per quale motivo li scarica ma li cancella senza nessuna segnaalzione. Occorre usare un account diverso da quello del forward…

Il pannello di controllo del sito di Aruba è troppo pubblicitario, con l’elenco di dozzine di servizi opzionali (tutti a pagamento) spesso di dubbia utilità. Quello per migliorare il page ranking con una persona che registra le pagine sui vari motori di ricerca mi sembra un pelo superato, i post di WordPress sono su Google un minuto dopo averli inseriti anche su un dominio di prova che pubblica solo nelle notti di luna piena…
Il cuore del sistema dovrebbe essere il File Manager, una vera delusione, copia solo file, quello di Tophost zippa e unzippa intere cartelle, qui bisogna per forza usare un software FTP esterno come Filezilla anche per modificare una singola riga di un file PHP, scomodissimo. Le solite utility per controllare lo stato dei servizi e le loro versioni non mancano, oltre a quella molto usata dagli utenti WordPress che ripristina le permission dei file a 755, una necessità creata dalla configurazione dell’interprete PHP nel sistema Linux di hosting (problema che in tutto il mondo ha solo Aruba ma che i volontari che lavorano su wordpress.org hanno comunque accettato di risolvere mettendo le permission dei file create dall’installazione di WordPress configurabili tramite due variabili esterne).
Il controllo del database Mysql è un login separato con un look proprietario anche se chiaramente basato sul popolare phpMyAdmin. Cosa assai irritante, perché modificare lo standard di amministrazione Mysql togliendo pacchi di opzioni ed inserendo tre inutili pannelli pubblicitari (Assistenza, Chi siamo e Aruba.it)? Non esistono risposte ragionevoli alla domanda.
arubaOttimo il backup automatico dei dati, assolutamente necessario visto il file manager senza gestione archivi compressi (non ha menu di configurazione, cosa positiva, niente backup prima di prove…). Per Mysql il menu di salvataggio manuale è quello di phpMyAdmin quindi seguendo le indicazioni di WordPress.org è anche possibile (con prudenza) il ripristino di una database creato su un altro sistema. Opzione che non ho comunque usato nel trasferimento del mio dominio perché le prove dei plugin e dei temi in WordPress lasciano sempre dati nelle tabelle Mysql chiaramente inutili.
Ho invece usato la funzione di Import/Export di WordPress, cosa che non ripeterò per parecchi anni. Il risultato è infatti disastroso, si perdono opzioni in modo casuale, i link alle immagini sono risultati sbagliati e tutto ciò che riguarda plugin e temi viene ignorato. L’utility va quindi usata solo per salvare i testi dei post in formato XML. Nella registrazione domini è possibile ridurre i dati che appaiono sul Whois anche su Aruba, basta mandare un fax con qualche firma.

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