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	<title>Blogma</title>
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	<description>Appunti hi-tech....</description>
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		<title>SpyEye attacca le banche online</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 14:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maurizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p><p>Una recente ricerca di Trusteer, azienda che si occupa di sicurezza, ha rivelato che le banche si stanno scontrando con un nuovo software malevolo in grado di sfruttare le transazioni bancarie online per rubare denaro dai conti bancari. SpyEye è un particolare software spyware: oltre a catturare le credenziali di accesso può sfruttare la connessione attiva [...]</p></p><p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p><div id="attachment_366" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://www.blogma.it/2011/08/spyeye-attacca-le-banche-online/okey/" rel="attachment wp-att-366"><img class="size-full wp-image-366" title="okey" src="http://www.blogma.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/okey.jpg" alt="La OK key di Intesa" width="250" height="169" /></a><p class="wp-caption-text">La OK key di Intesa</p></div>
<p>Una recente ricerca di Trusteer, azienda che si occupa di sicurezza, ha rivelato che le banche si stanno scontrando con un nuovo software malevolo in grado di sfruttare le transazioni bancarie online per rubare denaro dai conti bancari.<br />
<strong>SpyEye</strong> è un particolare software spyware: oltre a catturare le credenziali di accesso può sfruttare la connessione attiva per avviare transazioni mentre la persona è identificata nel suo account, rendendo praticamente possibile la visione in tempo reale dei cambiamenti di bilancio del proprio conto senza alcuna apparente spiegazione.<br />
Per cercare di bloccare le transazioni fraudolente le banche adesso stanno utilizzando sistemi di protezione che si basano sulle abitudini dell’utente. Come un utente utilizza il sito, i parametri abituali, il numero di pagine visitate e il tempo trascorso per le operazioni. Altri indicatori includono gli indirizzi IP e l’area abituale di connessione, per verificare se un utente che si collega abitualmente da Milano un giorno si collega stranamente da San Pietroburgo in Russia. Tutte misure che non disturbano troppo SpyEye dato che lavora dal pc del vero utente.<br />
La versione originale di SpyEye pero&#8217; iniziava le transazioni più velocemente di quanto faccia in media l&#8217;utente attraverso il sito web della sua banca. Questo è un segnale d’allarme per bloccare la transizione e le banche si sono attrezzate per questo. Proprio per aggirare questo sistema di protezione, gli autori di SpyEye stanno lavorando per rallentare il loro software spyware, che adesso dovrebbe comportarsi come una persone reale che sta navigando sulle pagine di un servizio di home banking.<br />
Le ultime analisi di Trusteer per valutare la pericolosita&#8217; di SpyEye hanno dimostrato non soltanto un aumento di efficacia e un migliorato modo di agire, ma anche che ha imparato a operare su un numero maggiore di istituti di credito online di diversi paesi al mondo.<br />
Gli ultimi obiettivi, dopo gli Stati Uniti e l’Europa, sono stati i sistemi bancari di Russia, Arabia Saudita, Venezuela, Ucraina, Finlandia, Giappone, Hong Kong e Peru. Ciò significa che sono molti i gruppi criminali che stanno acquistando il kit di sviluppo di SpyEye per adattarlo alle principali banche del loro paese.<br />
Sradicare del tutto SpyEye non è facile. Il sistema è studiato come una botnet, un network di computer zombie che vengono contattati da un’ulteriore rete di centri di controllo e di comando. Secondo <a href="https://spyeyetracker.abuse.ch/" target="_blank">SpyEye Tracker</a>, un sito web che sta monitorando questo software malevolo, erano circa 46 i centri di controllo attivi nel mese di luglio. Si tratta di una crescita che dovrebbe allarmare: nel mese di maggio i server attivi erano appena venti.<br />
Le banche ovviamente non rilasciano informazione in caso di attacchi, ma sicuramente un conto online senza un generatore di chiavi random, le varie token card o key card, non e&#8217; piu&#8217; tecnicamente dichiarabile sicuro.</p>
<p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>LibreOffice 3.4.2 punta agli utenti aziendali</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 11:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maurizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p><p>The Document Foundation (TDF) annuncia LibreOffice 3.4.2, la terza versione della famiglia 3.4, indirizzata sia agli utenti individuali che aziendali. LibreOffice 3.4.2 risolve la maggior parte dei problemi più fastidiosi identificati dagli utenti nella precedente versione, e può essere utilizzato anche in produzione dalla maggior parte delle aziende. LibreOffice 3.4.2 è il risultato del lavoro [...]</p></p><p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p><p><a href="http://www.blogma.it/2011/08/libreoffice-3-4-2-punta-agli-utenti-aziendali/libreoffice/" rel="attachment wp-att-351"><img class="alignleft size-full wp-image-351" title="libreoffice" src="http://www.blogma.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/libreoffice.jpg" alt="" width="236" height="82" /></a>The Document Foundation (TDF) annuncia LibreOffice 3.4.2, la terza versione della famiglia 3.4, indirizzata sia agli utenti individuali che aziendali. LibreOffice 3.4.2 risolve la maggior parte dei problemi più fastidiosi identificati dagli utenti nella precedente versione, e può essere utilizzato anche in produzione dalla maggior parte delle aziende.</p>
<p>LibreOffice 3.4.2 è il risultato del lavoro di 300 volontari che hanno apportato un totale di oltre 23.000 modifiche al codice, con l&#8217;aggiunta, l&#8217;eliminazione oppure la modifica di circa 5 milioni di righe di codice. La comunità degli sviluppatori è ben bilanciata tra i dipendenti di grosse aziende e i volontari indipendenti: Oracle e SUSE hanno contribuito ciascuna al 25% delle modifiche, e i nuovi volontari che hanno iniziato dopo l&#8217;annuncio del progetto a un ulteriore 25%. RedHat ha contribuito per un ulteriore 20%, mentre il resto delle modifiche arriva dai volontari già attivi prima della nascita di TDF, dagli sviluppatori Canonical, e da altre aziende come Bobiciel, CodeThink, Lanedo, SIL, e Tata Consultancy Services.</p>
<p>&#8220;TDF è nata con l&#8217;obiettivo di far evolvere il codice di OpenOffice.org in modo da poter sviluppare una suite per ufficio più agile e moderna, e i primi dieci mesi dimostrano che siamo sulla buona strada&#8221;, afferma Bjoern Michaelsen, uno degli sviluppatori Canonical, e uno dei membri dell&#8217;Engineering Steering Committee. &#8220;Naturalmente, un progetto di rinnovamento del codice di queste dimensioni ha provocato &#8211; nel breve periodo &#8211; qualche problema di stabilità, controbilanciato &#8211; nel medio e lungo periodo &#8211; da un miglioramento della velocità e delle funzioni, e ovviamente anche della stabilità&#8221;.</p>
<p>L&#8217;annuncio di LibreOffice 3.4.2 rappresenta una tappa ulteriore lungo il percorso di evoluzione della suite libera per ufficio verso una maggiore stabilità, che avrà un ulteriore appuntamento alla fine di agosto con il rilascio della versione 3.4.3.<br />
LibreOffice 3.4.2 può essere scaricato da: <a href="http://www.libreoffice.org/download/">http://www.libreoffice.org/download/</a>.</p>
<p>Interessante la metodologia utilizzata da TDF per etichettare il software:<br />
la versione xx.0 non va usata per produzione, solo test.<br />
la versione xx.1 va bene per l&#8217;utente individuale.<br />
dalla versione xx.2 in avanti anche le aziende e chi ci lavora per davvero possono usare il prodotto.</p>
<p>Perfetta direi, tutti sanno che la versione xx.0 e&#8217; il beta test degli utilizzatori seguito subito dalle fix piu&#8217; importanti, vedi WordPress per esempio. E&#8217; impossibile trovare tutti i bug con il tradizionale ciclo di beta test, servono milioni di utenti &#8230;.Secondo questa metodologia <strong>nessun sistema operativo Microsoft dovrebbe essere usato prima del secondo Service Pack</strong> <img src='http://www.blogma.it/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  anche se chiaramente il metodo usato per numerare i rilasci incide sul giudizio finale e Microsoft rilascia centinaia di fix senza cambiare numero della versione. Firefox che passa dalla 4.0.1 alla 5.0 e&#8217; un esempio emblematico&#8230;.Wordpress dopo la xx.0 passa alla versione successiva, le xx.1/2/3/4 sono solo patch per grossi bug o di sicurezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Aggiornare Windows: da Win1.01 a Win7</title>
		<link>http://www.blogma.it/2011/08/aggiornare-windows-dalla-versione-1-01-a-windows-7/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 09:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maurizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[SenzaCategoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p><p>Una raccolta di filmati non poteva non cominciare con la storia di Windows. A seguire i videospot che hanno fatto la storia della televisione. &#160; &#160; &#160; Windows Upgrade; da MS-DOS 3.3 a Windows 7! &#160; L&#8217;indimenticabile &#8220;lavanderia&#8221; Levis 501: &#160; The English Language In 24 Accents &#160; Gli effetti speciali di Telefunken: &#160; Megan [...]</p></p><p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p><p><a href="http://www.blogma.it/2011/08/aggiornare-windows-dalla-versione-1-01-a-windows-7/win101/" rel="attachment wp-att-360"><img class="alignleft size-full wp-image-360" title="win101" src="http://www.blogma.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/win101.jpg" alt="" width="240" height="133" /></a>Una raccolta di filmati non poteva non cominciare con la storia di Windows. A seguire i videospot che hanno fatto la storia della televisione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Windows Upgrade; da MS-DOS 3.3 a Windows 7!</p>
<p><object style="width: 640px; height: 390px;" width="640" height="390" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/vPnehDhGa14?version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed style="width: 640px; height: 390px;" width="640" height="390" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/vPnehDhGa14?version=3" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;indimenticabile &#8220;lavanderia&#8221; Levis 501:</p>
<p><object width="425" height="350" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Q56M5OZS1A8&amp;feature" /><embed width="425" height="350" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/Q56M5OZS1A8&amp;feature" /></object></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The English Language In 24 Accents</p>
<p><object style="width: 640px; height: 390px;" width="600" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/dABo_DCIdpM?version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed style="width: 640px; height: 390px;" width="600" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/dABo_DCIdpM?version=3" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli effetti speciali di Telefunken:</p>
<p><object width="425" height="350" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/S3RuTgdhk3A&amp;feature" /><embed width="425" height="350" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/S3RuTgdhk3A&amp;feature" /></object></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Megan Gale&#8230;.:</p>
<p><object width="425" height="350" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/V8ZqLBzwiRc&amp;feature" /><embed width="425" height="350" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/V8ZqLBzwiRc&amp;feature" /></object></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bistefani&#8230;:</p>
<p><object width="425" height="350" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/6z4uZHPFB0w?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="425" height="350" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/6z4uZHPFB0w?fs=1&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Levis 501 banned:</p>
<p><object width="425" height="350" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/uCTqLiQbK6Q&amp;NR" /><embed width="425" height="350" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/uCTqLiQbK6Q&amp;NR" /></object></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Windows: error music!</p>
<p><object width="425" height="380" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/lTU-pyQ_anQ?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="425" height="380" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/lTU-pyQ_anQ?fs=1&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Riviste informatica, vendite sempre in calo</title>
		<link>http://www.blogma.it/2011/05/riviste-informatica-vendite-sempre-in-calo/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 08:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maurizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hardware]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p><p>Le vendite delle riviste del settore informatica da anni scendono inesorabilmente tanto che ormai sono solo 4 quelle che certificano le copie vendute tramite ADS. Normalmente si abbandona la certificazione quando le vendite scendono sotto le 10/15.000 copie. La tabella seguente fornisce i dati disponibili per il mese di Dicembre 2010 e Gennaio 2011 e [...]</p></p><p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p><p><img class="alignleft size-full wp-image-338" title="minipcpro" src="http://www.blogma.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/minipcpro.jpg" alt="" width="161" height="221" />Le vendite delle riviste del settore informatica da anni scendono inesorabilmente tanto che ormai sono solo 4 quelle che certificano le copie vendute tramite ADS. Normalmente si abbandona la certificazione quando le vendite scendono sotto le 10/15.000 copie.</p>
<p>La tabella seguente fornisce i dati disponibili per il mese di Dicembre 2010 e Gennaio 2011 e la differenza in percentuale sulle vendite edicola fra Dicembre 2010 e Dicembre 2009. Quelle di Gennaio 2011 storiche non sono state pubblicate.</p>
<p>I numeri sono tragici ma vanno interpretati. Per Wired la rivista punta sugli abbonamenti e nei primi mesi di uscita le copie mandate in edicola erano troppe. Per Jack nel 2010 un numero e&#8217; uscito come allegato gratuito a Focus (oltre 500.000 copie) e ha quindi chiaramente sbilanciato la media annua. Alcune riviste pubblicano 13 numeri, abbassando la media mensile ma aumentando le vendite totali e nel caso di Win Magazine le versioni in edicola sono 5 a prezzo differente e il dato ADS è un aggregato.</p>
<p>Senza contare che l&#8217;unica rivista &#8220;storica&#8221; di informatica nella lista e&#8217; Pc Professionale, mancando le concorrenti Pc Open (chiusa), Pc World e Chip.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="680" height="525">
<colgroup>
<col width="279"></col>
<col width="121"></col>
<col width="106"></col>
<col width="119"></col>
</colgroup>
<tbody>
<tr height="26">
<td width="279" height="26"><strong>Rivista</strong></td>
<td width="115"><strong>edicola</strong></td>
<td width="80"><strong><span style="color: #ff0000;">2010/</span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">2009</span></strong></td>
<td width="100"><strong>abbonamenti</strong></td>
</tr>
<tr height="26">
<td width="279" height="26"></td>
<td width="121"></td>
<td width="106"></td>
<td width="119"></td>
</tr>
<tr height="24">
<td height="24">WIN Magazine dic2010</td>
<td width="121">91.300</td>
<td width="106"><span style="color: #ff0000;">-11%</span></td>
<td width="119">5.600</td>
</tr>
<tr height="24">
<td height="24">Jack dic2010</td>
<td width="121">48.300</td>
<td width="106"><span style="color: #ff0000;">-36%</span></td>
<td width="119">18.200</td>
</tr>
<tr height="24">
<td height="24">PcProfessionale dic2010</td>
<td width="121">25.500</td>
<td width="106"><span style="color: #ff0000;">-21%</span></td>
<td width="119">29.900</td>
</tr>
<tr height="24">
<td height="24">Wired dic2010</td>
<td width="121">17.700</td>
<td width="106"><span style="color: #ff0000;">-45%</span></td>
<td width="119">66.300</td>
</tr>
<tr height="17">
<td height="17"></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr height="24">
<td height="24">WIN Magazine gen2011</td>
<td width="121">87.300</td>
<td width="106"></td>
<td width="119">5.600</td>
</tr>
<tr height="24">
<td height="24">Jack gen2011</td>
<td width="121">50.500</td>
<td width="106"></td>
<td width="119">17.900</td>
</tr>
<tr height="24">
<td height="24">PcProfessionale gen2011</td>
<td width="121">24.700</td>
<td width="106"></td>
<td width="119">29.800</td>
</tr>
<tr height="24">
<td height="24">Wired gen2011</td>
<td width="121">17.300</td>
<td width="106"></td>
<td width="119">67.000</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Tophost e Aruba: hosting a basso prezzo</title>
		<link>http://www.blogma.it/2011/05/tophost-aruba-hosting-basso-prezzo/</link>
		<comments>http://www.blogma.it/2011/05/tophost-aruba-hosting-basso-prezzo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 May 2011 11:11:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maurizio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p><p>Da anni parcheggiato su Tophost, in previsione di un uso più impegnativo ho spostato il sito su Aruba probabilmente nello stesso istante in cui quest’ultimo andava off-line a causa di un incendio nella sezione dei gruppi elettrogeni. I due provider hanno probabilmente le soluzioni di hosting, cioè di spazio web su un server condiviso, più [...]</p></p><p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p><p><a href="http://www.blogma.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/hostlogo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-299" title="hostlogo" src="http://www.blogma.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/hostlogo.jpg" alt="Tophost &amp; Aruba" width="210" height="135" /></a>Da anni parcheggiato su Tophost, in previsione di un uso più impegnativo ho spostato il sito su Aruba probabilmente nello stesso istante in cui quest’ultimo andava off-line a causa di un incendio nella sezione dei gruppi elettrogeni.<br />
I due provider hanno probabilmente le soluzioni di hosting, cioè di spazio web su un server condiviso, più economiche in Italia. Si parte dai bassissimi 10E (con IVA) del pacchetto più completo di Tophost ai 60E (con IVA) del pacchetto Linux completo in offerta di Aruba. Anche se su Internet tutto DEVE essere gratis (chi ci lavora non mangia per definizione&#8230;) in entrambi i casi le cifre, annuali e comprendenti la registrazione di un dominio IT, sono veramente basse.<br />
La mia decisione di abbandonare Tophost è stata causata essenzialmente dalla scarsa affidabilità e lentezza del sito (36 blocchi fino a 30 minuti ciascuno nel mese di aprile erano troppi, anche se il servizio di monitor gratuito monitor.us non è il massimo della precisione) oltre alla necessità di inserire nell’indirizzo sempre il www, senza, il sito non viene trovato a causa della particolare configurazione dei server. A quel prezzo poi non è possibile pretendere di avere dei backup, indispensabili quando un sito comincia ad essere utilizzato di frequente.<br />
Aruba sembra non avere nessuna delle mancanze di Tophost, anche se l’incendio di maggio ha messo fuori linea tutti siti ospitati dal provider per quasi un’intera giornata, pur senza perdere dati, che in eventi eccezionali mi sembra il vero risultato che conta. Per discutere con un contratto legato a penali sul tempo minimo accettabile di fuori linea del sito occorre spendere circa 3 volte il costo di Aruba e provare, ad esempio, con Seeweb.</p>
<p><strong>Tophost</strong></p>
<p><a href="http://www.blogma.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/tophost.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-301" title="tophost" src="http://www.blogma.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/tophost.jpg" alt="" width="271" height="206" /></a>Tornando ai due provider su cui è stato parcheggiato il sito, Tophost offre un pannello di controllo unico integrato veramente ben fatto, con la possibilità di gestire le caselle email, il database SQL e lo spazio web da una singola interfaccia via browser. Il file manager in particolare va lodato per la gestione dei file ZIP, cosa che rende il caricamento di pacchetti come WordPress veloce e semplicissimo: basta fare un upload con unzip e tutti i file vengono decompressi sul server nelle cartelle originali di partenza. Al contrario fare un backup del sito è un’operazione da due clic: basta selezionare tutti i file e scaricarli su pc in formato ZIP. Il file manager serve anche per visualizzare e modificare i file. Ultima nota, nella registrazione del dominio Tophost fornisce al Nic solo il nome, Aruba anche la data di nascita del mio gatto, tutte informazioni che come il telefono evidentemente non sono obbligatorie. In pratica Aruba ha i siti che funzionano mentre Tophost ha tutto il resto che funziona. Una scelta difficile&#8230;.</p>
<p><strong>Aruba</strong><br />
Al confronto di Tophost Aruba soffre di base della moltiplicazione delle utility per ogni singola funzione, all’attivazione di un dominio continuano ad arrivare email per ore. Un applicativo diverso per mail, antispam, antivirus, file manager, sql, etc. Tutti con funzioni di help che rimandano al sito di Aruba sezione supporto, cioè senza help localizzato. Funzionano tutti con un singolo account ma sono decisamente troppi, anche se il recente Webmail sembra avere aggiunto un minimo di integrazione almeno alle funzioni di posta come la creazione di alias da spedire su un account Gmail. Opzione che ho comunque disattivato, è meglio usare Gmail per prelevare la posta che fare dei forward. Una nota per tutti gli utilizzatori di Gmail, non usatelo per mandare messaggi di test che verranno rispediti al mittente, Gmail non so per quale motivo li scaric ama li cancella senza nessuna segnaalzione. Occorre usare un account diverso da quello del forward&#8230;</p>
<p><a href="http://www.blogma.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/aruba.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-302" title="aruba" src="http://www.blogma.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/aruba-300x219.jpg" alt="" width="300" height="219" /></a>Il pannello di controllo del sito di Aruba è troppo pubblicitario, con l’elenco di dozzine di servizi opzionali (tutti a pagamento) spesso di dubbia utilità. Quello per migliorare il page ranking con una persona che registra le pagine sui vari motori di ricerca mi sembra un pelo superato, i post di WordPress sono su Google un minuto dopo averli inseriti anche su un dominio di prova che pubblica solo nelle notti di luna piena…<br />
Il cuore del sistema dovrebbe essere il File Manager, una vera delusione, copia solo file, quello di Tophost zippa e unzippa intere cartelle, qui bisogna per forza usare un software FTP esterno come Filezilla anche per modificare una singola riga di un file PHP, scomodissimo. Le solite utility per controllare lo stato dei servizi e le loro versioni non mancano, oltre a quella molto usata dagli utenti WordPress che ripristina le permission dei file a 755, una necessità creata dalla configurazione dell’interprete PHP nel sistema Linux di hosting (problema che in tutto il mondo ha solo Aruba ma che i volontari che lavorano su wordpress.org hanno comunque accettato di risolvere mettendo le permission dei file create dall’installazione di WordPress configurabili tramite due variabili esterne).<br />
Il controllo del database Mysql è un login separato con un look proprietario anche se chiaramente basato sul popolare phpMyAdmin. Cosa assai irritante, perché modificare lo standard di amministrazione Mysql togliendo pacchi di opzioni ed inserendo tre inutili pannelli pubblicitari (Assistenza, Chi siamo e Aruba.it)? Non esistono risposte ragionevoli alla domanda.<br />
Ottimo il backup automatico dei dati, assolutamente necessario visto il file anager senza gestione archivi compressi (non ha menu di configurazione, cosa positiva, niente backup prima di prove…). Per Mysql il menu di salvataggio manuale è quello di phpMyAdmin quindi seguendo le indicazioni di WordPress.org è anche possibile (con prudenza) il ripristino di una database creato su un altro sistema. Opzione che non ho comunque usato nel trasferimento del mio dominio perché le prove dei plugin e dei temi in WordPress lasciano sempre dati nelle tabelle Mysql chiaramente inutili.<br />
Ho invece usato la funzione di Import/Export di WordPress, cosa che non ripeterò per parecchi anni. Il risultato è infatti disastroso, si perdono opzioni in modo casuale, i link alle immagini sono risultati sbagliati e tutto ciò che riguarda plugin e temi viene ignorato. L’utility va quindi usata solo per salvare i testi dei post in formato XML.</p>
<p><strong>Update:</strong> Nella registrazione domini è possibile ridurre i dati che appaiono sul Whois anche su Aruba, basta mandare un fax con qualche firma.<br />
♦</p>
<p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Antivirus pc, il ritorno di Norton</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 11:11:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maurizio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p><p>Il mio desktop di casa negli ultimi 5 anni ha visto solo due “specie” di antivirus, Norton e McAfee, con un’alternanza che ha seguito fedelmente le fortune o i disastri di ognuno dei due prodotti.
All’inizio era il momento di Norton, rimasto a guardare gli scarsi virus che giravano su Internet in quegli anni fino alla versione in cui copiando dei file, il sistema si fermava ... </p></p><p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p><div id="attachment_280" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.blogma.it/2011/04/antivirus-pc-il-ritorno-di-norton/nis2011/" rel="attachment wp-att-280"><img class="size-medium wp-image-280" title="nis2011" src="http://www.blogma.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/nis2011-300x200.jpg" alt="Norton Internet Security 2011" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Norton Internet Security 2011</p></div>
<p>Il mio desktop di casa negli ultimi 5 anni ha visto solo due “specie” di antivirus, <strong>Norton</strong> e <strong>McAfee</strong>, con un’alternanza che ha seguito fedelmente le fortune o i disastri di ognuno dei due prodotti.<br />
All’inizio era il momento di Norton, rimasto a guardare gli scarsi virus che giravano su Internet in quegli anni fino alla versione in cui copiando dei file, il sistema si fermava dicendo che Norton era indaffarato ad analizzarli. Il programma era diventato pachidermico e lento peggio di un bradipo, da buttare.  Avanti con McAfee che ha servito fedelmente per almeno due anni, facendosi scappare un rootkit che ha richiesto una bella lotta per sradicarlo. L’unico programma specializzato che ci riuscì fu <a href="http://greatis.com/unhackme/" target="_blank">Unhackme</a>, uno shareware molto particolare. Nel frattempo i miei viaggi si sono allungati e, orrore, ho preso un notebook, che al confronto del bellissimo 23 pollici Asus sul desktop è utilissimo per specchiarsi e peggiorare la vista causa troppi pixel in poco spazio, ma era un’offerta speciale…<br />
Il notebook ha di serie XP Media Center che McAfee non sembra amare moltissimo, infatti chiudendo Windows da un errore di scrittura su un segmento di memoria riservato alla sola lettura. La nuova interfaccia super “semplificata” fa quello che vuole (tutti gli antivirus cancellano quello che vogliono) senza avvisare o senza dire cosa ha fatto. Quando poi parte la scansione periodica di sistema, rimandabile ma non disattivabile mai del tutto, il notebook continuava a bloccarsi senza possibilità di recupero con CTRL+ALT+DEL sulla scansione della cartella Windows. Pensavo fosse l&#8217;ennesimo casino di XP Media Center (che ho comunque debellato per sempre da tutti i miei pc), decisamente una versione di XP da dimenticare, ma al ritorno anche il desktop si incraniava sullo stesso file. McAfee è finito nel cestino, quello di Windows e quello di plastica….<br />
E’ giunta l’ora di riprovare Norton che in Symantec giurano e spergiurano essere diventato un fulmine, affermazione effettivamente vera. Il numero di attivazioni è anche stato portato a tre, le prime versioni ad una sola attivazione erano inusabili perché si “bruciavano” se cancellati, mentre Windows XP si ricorda quando viene reinstallato sullo stesso pc.</p>
<div id="attachment_281" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-281" title="nis2011down" src="http://www.blogma.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/nis2011down-300x127.jpg" alt="NIS 2011 Download" width="300" height="127" /><p class="wp-caption-text">NIS 2011 Download</p></div>
<p>Nel frattempo Norton è passato alla versione 2011 e pur avendo la mania di bloccare tutto nel pc è sempre veloce, usa un solo processo ma e&#8217; diventato meno parsimonioso come RAM. Che senso abbia la mappa delle minacce nella schermata base dell&#8217;interfaccia non lo so. Idem per i CD-ROM inseriti nelle confezioni degli antivirus, NIS 2011 infatti ignora tranquillamente il contenuto del CD e scarica 130 MB online, quindi la confezione senza CD &#8220;per netbook&#8221; che vendono nei negozi è un vero affare (manca solo del CD) ma costa meno.</p>
<p>Sul notebook ha anche provato alcuni antivirus gratuiti senza grande successo. Microsoft Security Essential è pachidermico e il notebook ha poca ram, AVG sul desktop se parte per una scansione sul disco da 1Tera bisogna cercarne i pezzi in giardino e Avira stranamente alla seconda installazione (la prima non ho caricato dei pezzi necessari) non si aggiorna più da solo. Su pc recenti comunque la nuova vserione di Microsoft Essential è sicuramente meglio della concorrenza gratuita e del non usare nulla.</p>
<p><a href="http://www.blogma.it">Blogma</a></p>]]></content:encoded>
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