The Document Foundation (TDF) annuncia LibreOffice 3.4.2, la terza versione della famiglia 3.4, indirizzata sia agli utenti individuali che aziendali. LibreOffice 3.4.2 risolve la maggior parte dei problemi più fastidiosi identificati dagli utenti nella precedente versione, e può essere utilizzato anche in produzione dalla maggior parte delle aziende.
LibreOffice 3.4.2 è il risultato del lavoro di 300 volontari che hanno apportato un totale di oltre 23.000 modifiche al codice, con l’aggiunta, l’eliminazione oppure la modifica di circa 5 milioni di righe di codice. La comunità degli sviluppatori è ben bilanciata tra i dipendenti di grosse aziende e i volontari indipendenti: Oracle e SUSE hanno contribuito ciascuna al 25% delle modifiche, e i nuovi volontari che hanno iniziato dopo l’annuncio del progetto a un ulteriore 25%. RedHat ha contribuito per un ulteriore 20%, mentre il resto delle modifiche arriva dai volontari già attivi prima della nascita di TDF, dagli sviluppatori Canonical, e da altre aziende come Bobiciel, CodeThink, Lanedo, SIL, e Tata Consultancy Services.
“TDF è nata con l’obiettivo di far evolvere il codice di OpenOffice.org in modo da poter sviluppare una suite per ufficio più agile e moderna, e i primi dieci mesi dimostrano che siamo sulla buona strada”, afferma Bjoern Michaelsen, uno degli sviluppatori Canonical, e uno dei membri dell’Engineering Steering Committee. “Naturalmente, un progetto di rinnovamento del codice di queste dimensioni ha provocato – nel breve periodo – qualche problema di stabilità, controbilanciato – nel medio e lungo periodo – da un miglioramento della velocità e delle funzioni, e ovviamente anche della stabilità”.
L’annuncio di LibreOffice 3.4.2 rappresenta una tappa ulteriore lungo il percorso di evoluzione della suite libera per ufficio verso una maggiore stabilità, che avrà un ulteriore appuntamento alla fine di agosto con il rilascio della versione 3.4.3.
LibreOffice 3.4.2 può essere scaricato da: http://www.libreoffice.org/download/.
Interessante la metodologia utilizzata da TDF per etichettare il software:
la versione xx.0 non va usata per produzione, solo test.
la versione xx.1 va bene per l’utente individuale.
dalla versione xx.2 in avanti anche le aziende e chi ci lavora per davvero possono usare il prodotto.
Perfetta direi, tutti sanno che la versione xx.0 e’ il beta test degli utilizzatori seguito subito dalle fix piu’ importanti, vedi WordPress per esempio. E’ impossibile trovare tutti i bug con il tradizionale ciclo di beta test, servono milioni di utenti ….Secondo questa metodologia nessun sistema operativo Microsoft dovrebbe essere usato prima del secondo Service Pack
anche se chiaramente il metodo usato per numerare i rilasci incide sul giudizio finale e Microsoft rilascia centinaia di fix senza cambiare numero della versione. Firefox che passa dalla 4.0.1 alla 5.0 e’ un esempio emblematico….Wordpress dopo la xx.0 passa alla versione successiva, le xx.1/2/3/4 sono solo patch per grossi bug o di sicurezza.
